
Origini Antiche
Lo shiatsu deriva dal Tuina, un antico massaggio cinese, che a sua volta si basa sui principi della Medicina Tradizionale Cinese.
Introduzione in Giappone
Intorno al VII secolo, il Tuina arrivò in Giappone, portato dai monaci buddisti.
Definizione e codifica
Nel 1919, Tamai Tempaku definì e codificò lo shiatsu, combinando tecniche come il Tuina, l'Anma, l'Anpuku, il Do-In e le conoscenze anatomiche e fisiologiche dell'epoca.
Lo Shiatsu arriva in Italia
Rodolfo Palombini (Rudy 1930-1994) fu un personaggio chiave nell'introdurre lo shiatsu in Italia.
Evoluzione
Allievo del Maestro Namikoshi, codificatore di uno Shiatsu che si concentra sui sintomi, il maestro Shizuto Masunaga fondò l'Istituto Yokai a Tokyo, sviluppando uno stile personale di Shiatsu (Zen Shiatsu) incentrato sull'aspetto psicologico ed energetico dell'individuo.
Riconoscimento istituzionale
Nel 1955, in Giappone, la legge sull'ANMA riconobbe lo shiatsu come parte del massaggio Anma, segnando un passo verso il riconoscimento istituzionale.
L'approccio craniosacrale nasce dall'osteopatia, in particolare dal lavoro di Andrew Taylor Still e successivamente da William Garner Sutherland, allievo di Still, che ampliò il concetto originale per includere la mobilità delle ossa craniche e la respirazione primaria, rendendo l'approccio craniosacrale una disciplina indipendente.
Primi del '900
Sviluppo dell'osteopatia e prime intuizioni sulla mobilità del cranio e la respirazione primaria.
Anni 30-70
Sviluppo dell'approccio craniosacrale e delle sue tecniche specifiche da parte di Sutherland e altri, con enfasi sulla respirazione primaria.
Anni 70-oggi
Approfondimento dell'approccio biodinamico, con un focus sul riconoscimento dei ritmi vitali e la guarigione naturale, influenzato da figure come Jealous, Becker e altri.



